(AGI) – Chongqing (Cina), 31 mag. – Tra i mercati emergenti la Cina e’ quello dove le banche italiane hanno la presenza piu’ significativa con filiali, accordi e partecipazioni acquisite nei gruppi finanziari locali: “Nove tra i principali gruppi bancari italiani hanno aperto sette filiali e 22 uffici di rappresentanza, distribuiti nelle regioni piu’ importanti”. Lo ha riferito il direttore centrale dell’Abi (Associazione bancaria italiana) Pierfrancesco Gaggi, nel corso della Missione economica italiana in Cina durante la conferenza stampa dopo la visita allo stabilimento Saic-Iveco di Chongqing.
“Due banche italiane, inoltre, operano in stretto raccordo con le rispettive case madri estere, che dispongono in Cina di proprie sussidiarie nei principali centri economici e finanziari. Alla presenza diretta si aggiunge – ha detto ancora Gaggi – una fitta rete di accordi di collaborazione sottoscritti da 10 gruppi italiani con le controparti cinesi, per facilitare l’ingresso della clientela nei rispettivi circuiti finanziari. Due banche italiane, inoltre, operano in stretto raccordo con le capogruppo estere che dispongono in Cina di sussidiarie nei principali centri economici e finanziari”.
Negli ultimi anni si sono infine moltiplicate le acquisizioni nel mercato locale: nel 2006 Intesa SanPaolo ha fondato con due policy bank cinesi il primo fondo di Private Equity che acquista partecipazioni in imprese italiane e cinesi di medie dimensioni, per favorirne la crescita in Europa e Cina. Nel 2007 ha acquisito il 19,99% di Qingdao City Commercial Bank ed il 19,9% di Union Life, una delle prime dieci compagnie di assicurazione cinesi. Ubi Banca ha invece creato la prima societa’ italo-cinese attiva nel comparto dell’asset management.
“La rimozione dei vincoli regolamentari che ancora limitano l’accesso al mercato cinese e l’operativita’ in loco delle banche estere potranno dare nuovo impulso – ha affermato Gaggi – per rafforzare ulteriormente la presenza delle banche italiane in Cina. Oggi, infatti, solo il 2% del totale attivo del settore e’ riconducibile a gruppi stranieri, mentre circa l’80% e’ ancora in mano pubblica. I vincoli che ancora ostacolano l’accesso e l’operativita’ nel mercato cinese per le banche estere sara’ uno degli argomenti al centro della tavola rotonda interbancaria organizzata dall’Associazione bancaria italiana a Pechino con la Banca Centrale e l’Associazione bancaria cinese, la China Banking Regulatory Commission ed i principali intermediari locali”.
Alla missione partecipa una delegazione di 9 dei principali gruppi bancari che rappresentano tre quarti del settore in termini di asset (circa il 75%). (AGI) Fra