(AGI) – Cagliari, 30 dic. – “Il 2009 e’ stato un annus horribilis per i lavoratori ed i pensionati della Sardegna: il 2010 dovra’ essere un anno di svolta. Ci vuole un patto sociale con la Regione ed una strategia di alto profilo per riscrivere lo Statuto attraverso un’Assemblea costituente”. Lo ha detto il leader della Cisl regionale, Mario Medde, in occasione del consueto bilancio di fine anno del sindacato. In base ai dati forniti dalla Cisl, i disoccupati sono 212 mila (di cui 50 mila giovani), i lavoratori irregolari circa 120 mila, mentre gli ammortizzatori sociali riguardano 103 mila lavoratori. 330 mila persone vivono al di sotto della soglia di poverta’ relativa e l’importo medio mensile delle pensioni Inps in Sardegna e’ di poco piu’ di 612 euro.
Il quadro dell’economia isolana e’, secondo Medde, preoccupante: il prodotto interno lordo pro capite e’ di 21 mila euro (un quinto proviene da spese dello Stato), il Pil e’ di circa 30 miliardi di euro (il 4% del settore agricolo, il 19% industriale, il 77% dei servizi).
“Abbiamo due emergenze – ha sottolineato il leader della Cisl sarda – il lavoro e la dipendenza del sistema economico e produttivo. Per il prossimo anno e’ indispensabile promuovere innovazioni di processo e di prodotto, per rendere piu’ competitiva l’impresa, ma anche la pubblica amministrazione. Insieme a Cgil e Uil lavoriamo per una mobilitazione unitaria, per un nuovo piano di rinascita, in programma a fine gennaio”.
Ribadendo la richiesta di fondi per il sostegno alle famiglie in difficolta’, Medde ha chiesto che gli stanziamenti per il microcredito alle imprese sia affidato ad un consorzio fidi costituito da associazioni impegnate sul fronte del contrasto alle poverta’ e non solo alle banche. “Per il prossimo anno dobbiamo uscire dalla logica delle emergenze – ha detto ancora il segretario della Cisl – ci vuole una strategia di alto profilo. Chiediamo una svolta, una strategia condivisa che promuova nuovo lavoro e la crescita economica in Sardegna. Ci vuole un forte dialogo tra governo regionale, opposizione, organizzazioni sindacali, enti locali per riscrivere le nuove regole: e bisogna essere uniti per riaprire il confronto con lo Stato e con l’Unione Europea”. (AGI) Cli/Sol