(AGI) – Cagliari, 30 giu. – Domani alle 10 nel salone della Camera del Lavoro di Cagliari si terra’ l’assemblea regionale del settore Commercio organizzata dalla Filcams Cgil per spiegare le ragioni del “Patto per l’Occupazione” firmato dai tre sindacati di categoria nazionali mercoledi’ scorso.
All’assemblea generale, che precede una serie di iniziative in tutti i luoghi di lavoro della Sardegna, partecipano, oltre al segretario nazionale della Filcams Franco Martini, Sergio Codonesu, segretario regionale della Filcams e gli otto segretari territoriali.
Il Patto per l’Occupazione, firmato con la Confcommercio nazionale, ha l’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro in questa difficile fase di crisi: “Vogliamo evitare – spiega la segretaria della Filcams di Cagliari Simona Fanzecco – che ci siano licenziamenti indiscriminati da parte di imprese che utilizzano la crisi strumentalmente per alleggerire il proprio organico”.
La Filcams sottolinea che “quando ci si trova davanti a situazioni di crisi, prima di tagliare i posti di lavoro con conseguenze ancora piu’ gravi per la stessa situazione economica (calo dei consumi), esistono soluzioni come gli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione e i contratti di solidarieta’”. Per questa ragione e’ stato stilato il Patto per l’occupazione che, fra i punti fondamentali, prevede anche il rafforzamento della contrattazione di secondo livello sulle questioni relative all’organizzazione del lavoro, soprattutto in riferimento alle domeniche. Si tratta di una questione fondamentale per la Filcams Cgil che il 18 luglio del 2008 non firmo’ il rinnovo del contratto collettivo proprio perche’ nel testo avvallato da Cisl e Uil era stato inserito l’obbligo di lavorare la domenica per i lavoratori full time, nonostante non fosse previsto dal loro contratto. La firma del Patto per l’occupazione, a distanza di un anno, ricuce lo strappo tra le tre organizzazioni e offre risposte positive ai tanti lavoratori che avevano subito l’accordo di luglio 2008: adesso infatti il lavoro domenicale deve essere definito dalla contrattazione di secondo livello.
Altro punto fondamentale, la questione legata agli apprendisti: l’accordo separato aveva eliminato parte dei permessi retribuiti penalizzando gli apprendisti, costretti a lavorare di piu’ con la stessa retribuzione. Con il Patto vengono incrementate le ore retribuite per la formazione recuperando in questo modo parte della retribuzione persa con i permessi: “Non e’ una soluzione che ci soddisfa al cento per cento – dice Simona Fanzecco – anche se rappresenta un passo avanti importante perche’ permette ai lavoratori di acquisire qualifiche professionali attraverso la formazione”. (AGI)
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