(AGI) – Roma, 29 nov. – Dieci milioni di euro: e’ questa la cifra, relativa a presunti crediti vantati dalla Fenig srl nei confronti dell’Asl Rm/C, posta dal gip del tribunale di Roma Tommaso Picazio sotto sequestro conservativo. A sollecitare il provvedimento cautelare e’ stato l’avvocato Emilio Ricci, parte civile per conto della stessa azienda sanitaria, dopo il rinvio a giudizio di Franco Mercuri, legale rappresentante della Fenig, proprietaria della casa di cura ‘Addominale Eur’, di Sergio Aiello, responsabile della Uoc, affari legali dell’Asl Rm/C e di Benedetto Bultrini, commissario liquidatore per la gestione liquidatoria dell’Asl, per reati a vario titolo (corruzione, peculato, falso) commessi tra il 2002 e il 2005. Per Ricci, considerato che la Fenig srl si e’ costituita responsabile civile nel procedimento penale e che dai capi di imputazione risultano versati a questa societa’ importi non dovuti da parte dell’Asl, ci sono tutti i presupposti per applicare un sequestro conservativo perche’ “vi è fondata ragione di ritenere che manchino o si disperdano le garanzie delle obbligazioni civili derivanti dal reato”, anche in considerazione del grave e consistente danno prodotto alla Asl Rm/C a seguito delle condotte dell’imputato, e perche’ “vi e’ fondato timore che sussista una condizione oggettiva di inadeguata inconsistenza del patrimonio del responsabile civile in rapporto all’entita’ del credito, atteso che e’ la stessa Fenig srl ad affermare “di non avere i mezzi necessari e sufficienti per sopportare i costi di esercizio” a tal punto da versare in “gravissima sofferenza finanziaria” e da trovarsi nell’impossibilita’ di “pagare imposte e debiti commerciali”. Da qui, concorde anche la procura, la richiesta di bloccare almeno dieci milioni di euro, che Fenig dice di vantare sull’Asl, sulla maggiore somma di trenta milioni, il cui recupero da parte della societa’ e’ oggetto di due giudizi civili pendenti a Roma e uno a Milano. Il gip, nel giustificare il sequestro, ha detto che “sussiste il ‘fumus delicti’, stante il disposto rinvio a giudizio nell’ambito della cui valutazione il primo deve essere ritenuto ricompreso” e che “sussiste pacificamente il ‘periculum in mora’ in forza delle stesse dichiarazioni della Fenig srl che nell’atto di citazione del 25r marzo 2008 fa espresso riferimento alla propria ‘gravissima sofferenza finanziaria’”. (AGI)
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