CONFINDUSTRIA: CARBONATO GUIDA TORINO,VOGLIAMO CONTARE DI PIU’
lunedì, giugno 30th, 2008(AGI) – Torino, 30 giu. – Gli imprenditori torinesi vogliono contare di piu’ “in tutti quei luoghi e tavoli di decisione dove si compiono scelte, cui siamo in grado di fornire un contributo effettivo grazie alle nostre competenze”. E’ la richiesta rivolta dal neo presidente dell’Unione Industriale di Torino, Gianfranco Carbonato, numero uno del Gruppo “Prime Industrie”, eletto oggi dall’assemblea generale degli imprenditori torinesi, alla presenza tra gli altri, del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, del presidente e dell’ad della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne, del sindaco della citta’, Sergio Chiamparino, del presidente della Provincia, Antonio Saitta, dei massimi rappresentanti delle istituzioni locali. Carbonato nella sua prima relazione da presidente della seconda Unione Industriale d’Italia, dopo l’Assolombarda, ha rammentato la grande trasformazione subita da Torino negli ultimi dieci anni osservando: “poche aree europee sono riuscite, al pari di Torino, a trasformarsi senza rinunciare o mutilare gravemente la base industriale di cui disponevano. Qui siamo riusciti a combinare il rinnovamento della nostra specializzazione industriale con passi decisi verso la creazione di una moderna economia dei servizi”.
Il neopresidente ribadita “la volonta’ non soltanto di salvaguardare le nostre peculiarita’, ma portarle all’attenzione del Paese per renderele maggiormente visibili”, ha fatto sapere che gli imprenditori torinesi vogliono contare di piu’ dove si decide “senza arroganza e senza presunzione – ha detto – ma con la consapevolezza del rilievo economico e sociale che le nostre attivita’ esprimono nell’area torinese”.
L’Unione Industriale di Torino conta oltre 2200 imprese associate con oltre 200.000 dipendenti, 30 gruppi nerceologici, due sedi estere in India e in Germania. “Crediamo che la nostra rappresentanza – ha aggiunto – debba essere proporzionale al peso dell’industria sul sistema economico torinese”. (AGI)
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