Archivio per la Categoria 'imprese'

ACQUA: LOMBARDO, AUTHORITY IN SICILIA VIGILERA’ SUL SERVIZIO

mercoledì, giugno 30th, 2010

(AGI) – Palermo, 30 giu. – Un autorithy regionale che vigili sul servizio idrico integrato, che garantisca tariffe certe e un servizio di qualita’ ai cittadini. Queste alcune delle priorita’ emerse durante il convegno “Il servizio idrico integrato in Sicilia: fra miti e realta’”, che si e’ tenuto stamattina a Palazzo dei Normanni, per fare il punto della situazione sulla gestione delle risorse idriche in Sicilia. Un tema su cui si sono confrontati esperti, ma anche politici come il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo,l’assessore regionale all’Energia, Pier Carmelo Russo, e tra gli altri, i capigruppo all’Ars, il vicepresidente Federutility, Mario D’Ascenzi,e per la Federgestori Sicilia, Marzio Ferraglio. “L’orientamento del governo e’ di creare in Sicilia un sistema idrico che funzioni – ha detto Lombardo – con un authority regionale che vigili sul servizio idrico, e garantisca ai cittadini tariffe sotto controllo e servizi di qualita’. Fino a oggi tutto e’ stato lasciato alla libera libero degli ambiti degli Ato senza una verifica”. Per Lombardo e’ necessario intervenire pesantemente nel settore idrico perche’ in alcune province si e’ fermi ancora all’anno zero tra servizi che non funzionano e il problema dei debiti lasciato da Ato. “Come abbiamo visto nel settore dei rifiuti e’ complicatissimo mettere a regime il sistema – ha aggiunto – e dovremo investire nelle reti idriche, magari rimodulando i fondi Por. In sede legislativa e’ possibile che rivedremo qualcosa, ad esempio sulla gestione dei dipartimenti regionali – ha concluso – i settori della gestione dell’acqua e dei rifiuti dovrebbero camminare su due strade parallele ma con compiti separati”. Durante l’incontro e’ stato poi firmato un protocollo d’intesa per garantire la trasparenza nella gestione del servizio idrico dalle organizzazioni che gestiscono il servizio idrico, dal titolo “Dichiarazione di Palermo per la trasparenza e la legalita’ nella gestione del servizio idrico”. Un accordo che vincola le aziende associate, Anfida, Federgestori Sicilia e Federutility, a un modello comportamentale che non si sottometta a nessuna forme di estorsione, usura e favoreggiamento da parte di organizzazioni mafiose. “Sono problemi che non riguardano solo la Sicilia ma tutto il Paese, dove le nostre imprese firmeranno questo accordo per tenere lontani organizzazioni criminali – ha detto il vicepresidente di Federutility, Marzio D’Ascenzi – il presupposto e’ la trasparenza e ci impegniamo a denunciare alle forze dell’ordine qualunque comportamento illecito”. (AGI) Cli/Pa/Mrg/Mzu

AUTO: CONFARTIGIANATO, FINO A VENERDI’ CHECK-UP GRATUITO

lunedì, giugno 7th, 2010

(AGI) – Cagliari, 7 giu. – C’e’ tempo fino a venerdi’ prossimo, 11 giugno, per far eseguire il check-up dell’auto nelle officine specializzate aderenti a Confartigianato Imprese Sardegna. In occasione della VI edizione la manifestazione “100 Piazze – Campagna per la sicurezza stradale e la tutela dell’ambiente”, promossa dall’organizzazione di categoria in collaborazione con Autopromotec e il patrocinio del ministero dei Trasporti, saranno gratuiti i controlli su gas di scarico, verifica del funzionamento di freni, ammortizzatori, tergicristalli, impianto luci, batteria, stato di usura dei pneumatici e la condizione della carrozzeria.

“A ogni edizione la risposta dei nostri associati registra sempre un incremento di adesioni”, rileva il presidente regionale di Confartigianato, Luca Murgianu. “Invitiamo gli automobilisti interessati a presentarsi nelle officine aderenti, riconoscibili dalla locandina, e il cui elenco aggiornato si puo’ trovare anche nel sito www.sardegna.confartigianato.it”.

“Il check-up non ha valore di revisione o di bollino blu”, sottolinea Luciano Etzi, presidente regionale di Confartigianato Autoriparazione, “ma sara’ utile per conoscere lo stato di salute del proprio automezzo e gli eventuali interventi consigliati, senza alcun obbligo da parte dell’automobilista: l’officina che eseguira’ il controllo, dopo aver compiuto il check-up (la cui durata e’ variabile dai 15 ai 30 minuti) rilascera’ una ’scheda diagnostica’ con la quale il proprietario del veicolo potra’ successivamente recarsi nella sua officina di fiducia per far eseguire eventuali riparazioni segnalate”.

“Non e’ neppure richiesto un appuntamento – aggiunge il presidente degli Autoriparatori di Confartigianato – anche se e’ consigliabile, per motivi organizzativi contattare preventivamente le officine”. (AGI) Red-Cog (Segue)

USURA: INTESA PREFETTURE-ABI PER PREVENZIONE E CONTRASTO

lunedì, maggio 24th, 2010

(AGI) – Oristano, 24 mag. – I quattro prefetti della Sardegna hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Associazione Bancaria italiana e i Confidi per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dell’usura. Il protocollo consentira’ di migliorare l’iter per i finanziamenti. In particolare, a quanto reso noto dalla prefettura di Oristano, gli istituti bancari aderenti si atterranno a regole uniformi per la valutazione delle richieste e per l’erogazione delle relative somme in tempi rapidi che non dovranno superare i trenta giorni. L’iniziativa, infatti, intende sostenere il flusso del credito, sensibilmente frenato dall’attuale congiuntura economica, a favore delle piccole imprese o comunque di soggetti produttori in crisi di liquidita’.

La prefettura di Oristano costituira’ un apposito Osservatorio a garanzia e tutela delle procedure che si intendono realizzare; al protocollo ha inoltre aderito anche l’unica Fondazione antiusura operante in Sardegna, in modo da poter consentire analoghe opportunita’ di accesso al credito non solo agli imprenditori, ma anche alle famiglie in difficolta’. Tra i compiti qualificanti dell’Osservatorio un’azione incisiva di prevenzione attraverso attivita’ di informazione sull’utilizzo dei fondi, la realizzazione di iniziative tese a contrastare la pubblicita’ ingannevole e la promozione di forme di educazione finanziaria per l’acquisizione di strumenti utili ad evitare situazioni di sovra indebitamento o di inadeguata oculatezza nella gestione del denaro. (AGI) Cli/Sol/Cog

VITTIME USURA: SIGLA INTESA CONSULTA-CONSIGLIO NOTARILE BARI

giovedì, marzo 4th, 2010

(AGI) – Bari, 4 mar. – “Ci facciamo promotori dell’iniziativa, ha dichiarato il notaio Biagio Spano, Presidente del Consiglio Notarile di Bari, con l’auspicio di mantenere vigile l’attenzione dell’opinione pubblica su una piaga sociale antica, divenuta oggi ancora piu’ drammatica per la grave crisi in atto. Il Notariato, infatti, quale istituzione di protezione del sistema economico e sociale in momenti essenziali della vita delle persone e delle imprese, nella sua funzione di garanzia e’ da sempre attento agli interessi dei cittadini e della societa’, ponendosi a tutela dei soggetti economicamente piu’ deboli”. Il segretario della Consulta Nazionale Antiusura Onlus, Monsignor Alberto D’Urso, nonche’ Presidente della Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici Onlus di Bari, ha aggiunto che “i due enti svolgono un’azione di prevenzione di carattere educativo e informativo promuovendo la cultura della solidarieta’, della legalita’ e la conoscenza delle leggi sull’usura, permettendo che le vittime prostrate dai debiti abbiano accesso a finanziamenti bancari idonei. La Fondazione e la Consulta, infatti, al fine di realizzare un’azione sempre piu’ coordinata per individuare le cause dell’usura e armonizzare gli interventi tecnici, sono aperte ad ampliare la sintonia con enti ed istituzioni che condividono i loro ideali e scopi sociali”.(AGI) com/Tib

REGIONE: PSDAZ, PIANO ENERGETICO AMBIENTALE VA MODIFICATO

mercoledì, febbraio 24th, 2010

(AGI) – Cagliari, 24 feb. – “Il Piano Energetico Ambientale approvato dalla precedente Giunta regionale deve essere modificato”. Lo chiedono i consiglieri regionali sardisti, primo firmatario Efisio Planetta, nel sottolineare che il Pear “si caratterizza, per un’impostazione culturalmente arretrata che non tiene conto della sostenibilita’ dei modelli di sviluppo proposti e fa riferimento solo al mantenimento del livello socio economico raggiunto, ma non ai ‘costi esterni’ socio-sanitari che le popolazione sono costrette a sopportare in relazione all’impatto ambientale che alcuni tipi di attivita’ produttive con elevata produzione di emissioni inquinanti determina”. Il piano – sempre secondo gli esponenti del Psdaz, “si basa su un’analisi del sistema produttivo e degli indicatori che non risultano essere omogenei e quindi non e’ attendibile”.

Nel Piano Energetico Ambientale della Regione Sardegna – si legge in una nota – si invoca per l’abbattimento del prezzo dell’energia elettrica anche l’impiego del metano che, nella realta’, invece, fara’ aumentare i costi di produzione, ed inoltre non si fa nessun riferimento alla grande quantita’ di energia elettrica che viene acquistata a tariffe incentivate (circa il doppio del prezzo corrente attraverso i meccanismi del CIP6 ed i certificati verdi) in quanto prodotte dalle cosiddette fonti assimilate e gestite da multinazionali che vedono sempre la Sardegna come luogo dove cercare opportunita’ esclusivamente per se e non anche per la comunita’ sarda.

Eppure la produzione di energia elettrica prodotta in Sardegna e’ superiore a quella della richiesta interna nell’isola, ma il prezzo del MWh e’ mediamente superiore del 30-35% a quello del resto del Paese. Tutto cio’ aggiunge per le imprese come per le famiglie un ulteriore costo di gestione, legato alla maggiore usura de sistemi di produzione, delle apparecchiature, degli utensili e delle fonti luminose, stante la difficolta’ di inserimento in rete della produzione da vere FER (fonte energia rinnovabile) che non va ricercata dunque nella necessita di preservare la stabilita’ delle rete gia’ minata dalla produzione in esubero da FEA (fonti energetiche assimilate).

Infine, la mancanza di competenze multidisciplinari nella stesura del PEARS emerge chiaramente anche nell’assenza di una seria analisi sui costi sanitari delle attuali strategie industriali ed energetiche poiche’, per esempio, fra tutte le normative considerate nella stesura del piano mancano quelle che saldano le attivita’ produttive ed energetiche alle ricadute sulla salute dei cittadini, attraverso il cambiamento della qualita’ dell’aria. (AGI) RED

ANNO GIUDIZIARIO: IL ‘PIZZO’ FA DI MESSINA LA CITTA’ PIU’ CARA

sabato, gennaio 30th, 2010

(AGI) – Messina, 30 gen. – La criminalita’ organizzata impone a tappetto le estorsioni “riscuotendo tangenti tanto elevate, da rendere, secondo una recente indagine, la citta’ di Messina la piu’ cara d’Italia, a parita’ di paniere di spesa”. Lo ha detto il primo presidente della Corte di Appello, Nicolo’ Fazio, nella relazione inaugurale dell’anno giudiziario. “Il taglieggiamento -ha spiegato – rappresenta un costo aggiuntivo che si trasferisce sui consumatori e nel contempo disincentiva la creazione di nuove imprese e il potenziamento di quelle esistenti”. A Messina, grazie ad una zona grigia istituzionale, c’e’ un’imprenditoria mafiosa che s’insinua negli appalti e nella gestione dei servizi pubblici, dello smaltimento dei rifiuti e delle attivita’ commerciali. Per gli altri delitti, diminuiscono gli infortuni mortali sul lavoro (4 a fronte di 8); aumentano (20 rispetto a 4) i procedimenti per decessi riferiti a colpa professionale ma continua a crescere il numero dei reati di estorsione (34 consumati e 112 tentati), quello dei furti (da 11.114 a 14.315), prevalentemente ad opera di ignoti ed in materia di usura (20). La Casa Circondariale di Gazzi, che ha una capienza massima di 354 detenuti, nel 2009 e’ arrivata ad ospitarne 458. (AGI) Cli/Pa/Mrg

PMI: CONFCOMMERCIO, COMPETITIVITA’ FRENATA DA ABUSIVISMO E FALSI

mercoledì, gennaio 20th, 2010

(AGI) – Napoli, 20 gen. – La competitivita’ delle piccole e medie imprese italiane e’ frenata maggiormente da abusivismo e contraffazione commerciale, oltre che dall’azione della criminalita’. E’ il dato che emerge da una ricerca di Confcommercio sull’evoluzione del fenomeno criminale in Italia presentata oggi a Napoli in una convention con il presidente Carlo Sangalli e il ministro dell’Interno Roberto Maroni. A incidere negativamente sulla competitivita’ delle Pmi, dice la ricerca, l’abusivismo per il 24,8%, i falsi per il 22,2% e l’azione della criminalita’ del 15,6%.

In particolare la contraffazione pesa sulle imprese del commercio nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni meridionali, cosi’ come l’abusivismo, che viene lamentato in prevalenza dalle micro e piccole imprese del commercio, sempre nelle grandi aree metropolitane al sud e al centro Italia. L’azione della criminalita’ condiziona le pmi piccole e medie dei servizi e del turismo nel nord-est, nel centro e nel meridione. Inoltre freni vengono anche dal degrado del territorio e delle aree urbane, agente di sviluppo del disagio e della devianza sociale, cosi’ come indica il 24,1% delle pmi, con impatto piu’ forte nelle imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel centro e nel sud d’Italia. Aumentano le piccole e medie imprese che spendono in sicurezza; infatti il 22,2% di queste aziende, pari al 5,3% in piu’ nel 2009 rispetto al 2008, investe il 5% dei ricavi per tutelarsi.

Tra i dati in positivo della ricerca, il miglioramento della percezione del livello di sicurezza degli imprenditori: solo l’11,2% si sente meno sicuro nel 2009, contro il 24,5% del 2008. In particolare cresce la fiducia verso le forze dell’ordine, che sono tra i soggetti che le imprese sentono piu’ vicini (41,2%) ma anche verso il governo (19,1%, cioe’ +8% rispetto il 2008). Resta la richiesta di pene piu’ severe e di una certezza della pena (93,1%) l’indicazione delle misure ritenute piu’ efficaci per ridurre il rischio di fenomeni criminali, ma cresce anche la consapevolezza che ci deve essere collaborazione tra imprenditori e forze dell’ordine (89,9% cioe’ +4,7% del 2008). L’86,1% delle Pmi ritiene importante che le associazioni di categoria si costituiscano parte civile nei processi legati alla criminalita’ organizzata e l’85,9% ritiene che le associazioni di categoria sostengano e assistano gli imprenditori che denunciano racket e usura ma anche che allontanino chi non collabora e denuncia. Per quanto riguarda la contraffazione, nell’opinione delle pmi tra i maggiori responsabili del fenomeno non ci solo solo i produttori delle merci falsi (51,9%) e chi le vende (27%), ma anche le istituzioni preposte ai controlli (32,5%) e i consumatori che le acquistano (31,3%). (AGI)

Lil/Dib (Segue)

USURA: ARRESTI AGRIGENTO, CONFINDUSTRIA “BANCHE AIUTINO LE PMI”

martedì, gennaio 19th, 2010

(AGI) – Agrigento 19 gen. – Il presidente della Camera di commercio di Agrigento Vittorio Messina e il presidente di Confindustria Agrigento Giuseppe Catanzaro, dopo i nove arresti di ieri per usura nella provincia, sottolineano che “e’ drammaticamente presente nella nostra realta’ l’infame pratica di chi approfitta di lavoratori, famiglie e operatori economici in condizioni di disagio economico. Invitiamo gli istituti bancari ad attenzionare tale fenomeno nel vagliare le richieste di apertura di credito richiesto dai piccoli imprenditori e dagli artigiani che attraversano momenti di criticita’. Le banche possono e devono accostarsi a chi e’ in difficolta’ con spirito di collaborazione e consulenza”. Messina e Catanzaro hanno rivolto un invito alle vittime degli usurai a denunciare e a non avere paura, “perche’ solo con la denuncia di ciascuna vittima potremo impedire che la vile pratica dell’usuraio possa perpetrarsi ai danni dei lavoratori delle piccole imprese e degli artigiani. La denuncia delle vittime serve ad impedire che gli usurai continuino ad arricchirsi illecitamente sull’onesto lavoro delle vittime in difficolta’”. (AGI) Mrg

LOMBARDIA:1,3 MLN PER VALORIZZARE PRODOTTI TIPICI IN NORD AMERICA

mercoledì, dicembre 9th, 2009

(AGI) – Milano, 9 dic – Per Bettoni “la scelta del sistema camerale lombardo di investire a fianco delle nostre imprese in questo ambizioso programma deriva dalla convinzione che l’agroalimentare lombardo ha tutte le caratteristiche qualitative e quantitative per competere con successo nello scenario globale”. La Lombardia, infatti, e’ la prima regione italiana nell’agroalimentare, rappresenta circa il 14% della produzione alimentare nazionale, con un valore complessivo di 20 miliardi di euro (19% del fatturato agroalimentare nazionale). L’assessore Ferrazzi e’ infine tornato sull’iniziativa: “Questo progetto si caratterizza per la sua capacita’ innovativa e rappresenta un nuovo importante passo nel lavoro di promozione dell’agroalimentare lombardo che ci vede fortemente impegnati a rafforzare la competitivita’ dei nostri prodotti”. (AGI) Cli/Car

VENDITE DETTAGLIO: CONFESERCENTI, SONO DATI PREOCCUPANTI

venerdì, settembre 25th, 2009

(AGI) – Roma, 25 set. – Preoccupazione della Confesercenti per i dati sulle vendite al dettaglio del mese di luglio, diffusi oggi dall’Istat. “Questi dati – dichiara il presidente di Confesercenti, Marco Venturi – evidenziano un trend negativo che rischia di ritardare le speranze di una rapida inversione di tendenza”.

“Preoccupa soprattutto – prosegue Venturi – il calo di vendite che riguarda i piccoli negozi e che fa immaginare altre chiusure di piccole imprese. Occorrono interventi urgenti per evitare il trascinamento della crisi nel 2010 con nuovi tagli occupazionali e nuove chiusure di esercizi di vicinato. Il sostegno ai consumi e’ fondamentale: ecco perche’ proponiamo interventi mirati per uscire dalla fase recessiva come la detassazione delle tredicesime, il prolungamento della moratoria dei debiti per le imprese, dei segnali chiari sugli studi di settore anche per il 2010 ed incentivi per investire ed evitare il rischio usura”.

La Confesercenti rilancia al Governo la proposta di un patto triennale “per il sostegno delle pmi e per individuare insieme gli obiettivi di tenuta e di rilancio economico ed occupazionale”. (AGI)

Red/Fra

CREDITO: UNIONCAMERE, ACCESSO DIFFICILE PER 1 IMPRESA SU 5

venerdì, agosto 28th, 2009

(AGI) – Rimini, 28 ago. – “Le banche piu’ piccole, quelle piu’ vicine al territorio in cui operano, sono anche quelle che meglio delle altre sanno rispondere alle esigenze del sistema produttivo”. Lo ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, nel suo intervento all’incontro su “Banche e imprese, un rapporto da ricostruire” che si e’ tenuto nell’ambito del Meeting di Rimini. E, nella stessa occasione e’ stata diffusa un’indagine del Centro studi di Unioncamere secondo la quale il 20,7% delle aziende dichiara di aver avuto difficolta’ nell’accesso al credito bancario negli ultimi sei mesi, a fronte di un 43,3% che non segnala alcun aggravio e un restante 35,9% che non ha invece richiesto prestiti e finanziamenti alle banche nel corso dello stesso periodo.

“Secondo le imprese – rende noto Dardanello citando un’indagine condotta a giugno dal Centro Studi di Unioncamere – i grandi gruppi bancari si sono dimostrati meno disponibili a concedere credito a nuovi clienti (il saldo tra aziende le cui richieste hanno avuto esito positivo e quelle che hanno avuto esito negativo e’ stato pari a -1,8 punti percentuali) rispetto alle piccole banche locali e a quelle di credito cooperativo (l’analogo saldo si attesta al +3,9 punti percentuali). Questo – aggiunge il presidente di Unioncamere – conferma la mia convinzione che, accanto a dati di bilancio e ratios aziendali, occorre valorizzare nella concessione del credito il fattore della conoscenza dei territori e delle persone che operano nelle aziende di quei territori. Spesso la storia di una azienda, di una persona e di una famiglia dicono molto piu’ di un bilancio. La ’spersonalizzazione’ del rapporto con la clientela – conclude Dardanello – porta, in momenti di crisi come l’attuale, a quel fenomeno di razionamento del credito che rappresenta un vero handicap soprattutto per le piccole imprese del nostro Paese e fa aumentare esponenzialmente il rischio usura, una piaga legata a patologie croniche e consuete che spesso sfuggono agli osservatori ufficiali”.

In sostanza: il 32,4% delle aziende che si sono rivolte alle banche negli ultimi sei mesi – per sostenere gli investimenti o per tener testa a necessita’ gestionali – ha dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nell’ammontare del credito erogabile, all’incremento degli spread, alla richiesta di maggiori garanzie reali o, addirittura, si sono viste respingere la richiesta di finanziamento. Particolare poi la situazione vissuta dalle imprese del Mezzogiorno, che mostrano di ricorrere meno di quelle del Centro-Nord al credito bancario (61,8% contro 65,0%), anche a causa di condizioni creditizie meno vantaggiose rispetto alle altre aree del Paese (il 36,3% delle imprese meridionali che si rivolgono alle banche segnala difficolta’, contro il 30,9% di quelle centro-settentrionali). (AGI)

Lda

CREDITO: UNIONCAMERE, ACCESSO DIFFICILE PER 1 IMPRESA SU 5

venerdì, agosto 28th, 2009

(AGI) – Rimini, 28 ago. – “Le banche piu’ piccole, quelle piu’ vicine al territorio in cui operano, sono anche quelle che meglio delle altre sanno rispondere alle esigenze del sistema produttivo”. Lo ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, nel suo intervento all’incontro su “Banche e imprese, un rapporto da ricostruire” che si e’ tenuto nell’ambito del Meeting di Rimini. E, nella stessa occasione e’ stata diffusa un’indagine del Centro studi di Unioncamere secondo la quale il 20,7% delle aziende dichiara di aver avuto difficolta’ nell’accesso al credito bancario negli ultimi sei mesi, a fronte di un 43,3% che non segnala alcun aggravio e un restante 35,9% che non ha invece richiesto prestiti e finanziamenti alle banche nel corso dello stesso periodo.

“Secondo le imprese – rende noto Dardanello citando un’indagine condotta a giugno dal Centro Studi di Unioncamere – i grandi gruppi bancari si sono dimostrati meno disponibili a concedere credito a nuovi clienti (il saldo tra aziende le cui richieste hanno avuto esito positivo e quelle che hanno avuto esito negativo e’ stato pari a -1,8 punti percentuali) rispetto alle piccole banche locali e a quelle di credito cooperativo (l’analogo saldo si attesta al +3,9 punti percentuali). Questo – aggiunge il presidente di Unioncamere – conferma la mia convinzione che, accanto a dati di bilancio e ratios aziendali, occorre valorizzare nella concessione del credito il fattore della conoscenza dei territori e delle persone che operano nelle aziende di quei territori. Spesso la storia di una azienda, di una persona e di una famiglia dicono molto piu’ di un bilancio. La ’spersonalizzazione’ del rapporto con la clientela – conclude Dardanello – porta, in momenti di crisi come l’attuale, a quel fenomeno di razionamento del credito che rappresenta un vero handicap soprattutto per le piccole imprese del nostro Paese e fa aumentare esponenzialmente il rischio usura, una piaga legata a patologie croniche e consuete che spesso sfuggono agli osservatori ufficiali”.

In sostanza: il 32,4% delle aziende che si sono rivolte alle banche negli ultimi sei mesi – per sostenere gli investimenti o per tener testa a necessita’ gestionali – ha dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nell’ammontare del credito erogabile, all’incremento degli spread, alla richiesta di maggiori garanzie reali o, addirittura, si sono viste respingere la richiesta di finanziamento. Particolare poi la situazione vissuta dalle imprese del Mezzogiorno, che mostrano di ricorrere meno di quelle del Centro-Nord al credito bancario (61,8% contro 65,0%), anche a causa di condizioni creditizie meno vantaggiose rispetto alle altre aree del Paese (il 36,3% delle imprese meridionali che si rivolgono alle banche segnala difficolta’, contro il 30,9% di quelle centro-settentrionali). (AGI)

Lda

CRISI: CONFESERCENTI,USURA E’ DIVENTATA OPERAZIONE GIORNALIERA

martedì, agosto 4th, 2009

(AGI) – Roma, 4 ago. – Con la crisi economica l’usura si e’ trasformata e attualmente e’ diventata spesso un’operazione giornaliera. A lanciare l’allarme Sos Impresa-Confesercenti che ha condotto una ricognizione su varie forme di usura ed ha “scoperto” un fenomeno nuovo soprattutto per diffusione. Come un pericoloso virus l’usura “muta” e si trasforma anche in operazione giornaliera: prestito e restituzione nell’arco della stessa giornata. Secondo Marco Venturi, presidente della Confesercenti, “questo nuovo esempio di fantasia criminosa dimostra che contro l’usura non debbono esserci sottovalutazioni. L’usura giornaliera produce interessi a quote folli: in una sola settimana si arriverebbe al 60-70%. Ecco un’altra buonissima ragione che ci spinge a chiedere all’Abi ed al Governo di fare tutto il possibile per concretizzare rapidamente l’accordo sulla moratoria dei debiti. Un segnale forte che attende la prova dei fatti per diventare anche un potente deterrente contro l’usura. Ma oltre la moratoria occorre aumentare le disponibilita’ di credito per le imprese che vivono un periodo di difficolta’”. L’incredibile fenomeno, secondo Sos Impresa Confesercenti, riguarda piccoli imprenditori ma anche titolari di attivita’ di media dimensione che per resistere alla crisi, mantenere aperto l’esercizio e pagare i fornitori si rivolgono agli usurai che la mattina prestano i soldi (mediamente mille euro) e la sera passano a ritirare il capitale maggiorato di un 10%. Un interesse del 10% giornaliero, sborsato per far fronte agli impegni immediati. Questo fenomeno va collegato alla difficile situazione nella quale si dibattono migliaia di pmi e non si puo’ ignorare che esso va a collocarsi in un giro di affari gia’ imponente che stimiamo, in tempi di normalita’ economica, pari a 15 miliardi di euro annui. A spartirsi questa “torta” sono reti gestite da circa 25 mila usurai. Non e’ un caso che solo l’anno scorso per indebitamento od usura 15 mila pmi hanno chiuso i battenti. Ed ancora: l’indebitamento che riguarda i piccoli prestiti risulta in crescita dell’11,2%, un incremento che vale 5,2 miliardi l’anno. Ed infine: agli sportelli antiusura di Sos impresa le richieste di aiuto si sono triplicate. Erano 1200 nel 2008 ma quest’anno supereranno le 3000, anche perche’ si presentano anche imprenditori di aziende dell’industria, edili, metalmeccaniche, tessili. Sos impresa ricostruisce anche l’identitkit della persona a rischio usura: di solito ha un eta’ compresa fra i 48 e i 55 anni. Per il 50% il fenomeno insidia i commercianti, altri imprenditori per il 30%, i professionisti per il 10%, pensionati o lavoratori per il 10%. I settori piu’ colpiti sono la ristorazione (26%), l’abbigliamento (23%), il commercio ambulante (20%) e le rivendite di generi alimentari (15%). Negli altri comparti produttivi le aziende piu’ colpite appartengono al settore edile (35%), a quello agricolo ed ittico (29%) ed a quello alberghiero-turistico (15%). (AGI)

Gin