ENERGIA: RONCHI, ESISTE UNA VIA ITALIANA ALLA GREEN ECONOMY
mercoledì, ottobre 7th, 2009(AGI) – Roma, 7 ott. – “Si tratta di una strada ormai tracciata, di una tendenza che sara’ impossibile ribaltare. Siamo ormai sicuri che emettiamo troppa CO2 per poter gestire bene il sistema, la novita’ e’ che della cosa si stanno preoccupando anche le grandi imprese, tanto che 90 colossi economici come General Electric, Volvo e Air France hanno invitato i governi a fissare obiettivi per la riduzione di gas serra. Il secondo punto – ha proseguito Ronchi – riguarda la consapevolezza del sistema politico, sociale e industriale. Puntare sulla Green Economy e’ un imperativo condiviso a tutti i livelli, e’ un dato di fatto non un argomento su cui scontrarsi, non e’ un elemento del programma della destra o della sinistra, e’ una priorita’ di tutti, dall’Enea fino ai centri Ispra della Commissione Europea. E questa consapevolezza sta iniziando a diffondersi anche laddove, fino a pochi mesi fa, esistevano resistenze fortissime, basta guardare i primi passi che sono stati consumati dalla Cina in sede Onu”.
Ronchi ha insistito sulla necessita’ di avere un giusto approccio con la nuova prospettiva aperta dalla Green Economy. “A volte, infatti – ha spiegato – capita di leggere approcci un po’ talebani alla questione dell’economia verde. Le domande che bisogna porsi sono semplici: puo’ esistere una green economy senza l’industria? Puo’ esistere una green economy senza innovazione? Puo’ esistere una green economy senza formazione universitaria? Puo’ esistere una green economy senza cultura? La risposta e’ decisamente no. Qualunque sia il paradigma economico che si vuole adottare l’economia ecologica non ha e non puo’ avere un cuore anti-industrialista nonostante ne riconosca i danni fatti in passato e nel presente. La Green Economy quindi non e’ la fine dell’industria bensi’ un cammino di riconversione che conduce alla sostenibilita’ ambientale e sociale dell’industria. E questo perche’ non e’ l’economia che depaupera le materie prime e consuma energia ma a farlo e’ sempre e comunque l’uomo. Dunque se la forza dell’industria italiana e’ il manifatturiero e se si ha come orizzonte la green economy come in passato anche Emma Marcegaglia ha detto, e’ dall’unione di queste due spinte e di queste due vocazioni – ha concluso il ministro – che dobbiamo ripartire”. (AGI)
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