FISCO: CREDITI D’IMPOSTA FALSI, SCOPERTA EVASIONE DA 206 MILIONI
(AGI) – Roma, 3 set. – Un’evasione fiscale e contributiva per oltre 206 milioni di euro e’ stat scoperta dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Crema. Dodici le persone arrestate, tra cui cinque stranieri. Il meccanismo consisteva nella creazione di crediti IVA inesistenti o non spettanti e nella loro successiva compensazione con altri debiti tributari (relativi a ritenute Irpef nei confronti dei lavoratori dipendenti ma in questo modo, mai, di fatto versate all’Erario), oppure con oneri previdenziali e assicurativi dovuti all’Inps e all’Inail.
La frode ha consentito a 10 societa’ edili situate nelle province di Milano, Bergamo, Cremona e Ascoli Piceno non solo di omettere completamente il versamento delle imposte e dei contributi dovuti ma anche di aggiudicarsi appalti a prezzi di gran lunga inferiori rispetto a quelli proposti da altre imprese e di ottenere regolarmente il DURC rilasciato dagli enti previdenziali preposti.
L’operazione denominata ‘Codice Zero’, in virtu’ della presentazione di modelli di versamento F24 a saldo zero, e’ partita da risultanze di approfondimenti investigativi e circostanze acquisite a seguito di attivita’ di intelligence.
Gli accertamenti hanno permesso di rilevare che tutte le societa’ oggetto d’indagine avevano dichiarato una sede fittizia e allo stesso tempo con un ingente impiego di manodopera dipendente. Una volta individuate le sedi di fatto delle societa’, l’attenzione degli investigatori si e’ focalizzata sulla ricerca e l’individuazione degli artefici del sistema di frode.
Queste cosiddette societa’-cloni, che non presentavano alcuna struttura aziendale o segni d’operativita’ ma che risultavano intestatarie di conti correnti bancari attivi e particolarmente movimentati, erano state costituite per gestire appalti edili che venivano di fatto eseguiti da personale assunto dall’impresa originaria. In questo modo gli artefici del sofisticato circuito criminale, ricevendo i pagamenti sui conti correnti intestati alla societa’-clone, all’insaputa dell’impresa committente tratta in inganno dall’omonimia, potevano gestire al meglio e in maniera diretta le rilevanti somme di denaro percepite.
Una volta individuati i gestori di fatto di tutte le societa’, sono state avviate 16 verifiche fiscali che consentivano, anche attraverso indagini finanziarie, di constatare violazioni ai fini delle Imposte Dirette per 149 milioni di euro (di cui, 13 milioni relativi a crediti di imposta indebitamente fruiti), ai fini IVA per 36 milioni, IRAP 6 milioni e contributi INPS e premi INAIL 15 milioni.
Sono stati scoperti inoltre 28 lavoratori completamente in nero e 31 irregolari. (AGI) Ral