LAVORO: FEMCA CISL, IN PMI SICILIANE 2.500 SENZA AMMORTIZZATORI

(AGI) – Palermo, 30 lug. – Sono 2.500 i lavoratori delle piccole e medie imprese siciliane dei settori tessile, della gomma-plastica, della ceramica e del calzaturiero, “privi di reddito e in attesa di ammortizzatori sociali che non si vedono arrivare”. L’allarme e’ del consiglio regionale della Femca Cisl aperto a Palermo da Franco Parisi, segretario generale regionale, alla presenza di Maurizio Bernava, numero uno della Cisl Sicilia e Nora Garofalo, del vertice nazionale Femca. Gli ammortizzatori sociali sono invocati dai lavoratori della Confab di Enna, della Castelli di Messina, della Sist di Palermo, dell’ex Cesame di Catania. “Ma l’elenco sarebbe un lungo rosario”, dice Parisi e avverte che “si rischia l’esplosione sociale”. Bernava ha ricordato: “Sulla cassa integrazione in deroga abbiamo fatto un accordo con la Regione, c’e’ stata un’intesa tra Regione e Stato che ha individuato in 50 milioni le somme disponibili. Ora la burocrazia regionale sblocchi, finalmente, risorse destinate a gente che ha perso il lavoro e non percepisce nulla”.

In materia di gestione dell’acqua, la proposta del sindacato e’ che sia istituita nell’Isola una “authority di sistema che veda protagonisti anche i rappresentanti di lavoratori ed enti locali”, con compiti di indirizzo e controllo su tariffe e gestione. In materia di acqua, inoltre, la Femca segnala che “solo in quattro province, a Palermo, Enna, Caltanissetta e Siracusa, le autorita’ d’ambito hanno affidato con gara la gestione dei servizi idrici. Nelle altre cinque, a sopravvivere sono i vecchi sistemi”. (AGI) Rap/Mzu