CRISI: UNIONCAMERE, PRODUZIONE INDUSTRIALE LOMBARDA +5,9% SU ANNO

(AGI) – Milano, 27 lug. – Continua a crescere la produzione industriale lombarda che, anno su anno, recupera nel secondo trimestre 2010 un 5,9%, portando cosi’ l’indice della produzione a 99,4, poco sotto il livello medio dell’anno di riferimento, il 2005. I dati emergono dall’indagine Unioncamere Lombardia sulla congiuntura nella regione. L’indice di produzione, tuttavia, rimane lontano dal massimo precrisi, a quota 106,2, toccato all’inizio del 2008.

Significativo anche il recupero congiunturale, con un +2,6% destagionalizzato. Per quanto riguarda la produzione industriale, invece, l’indice ha scavallato quota 86, contro un massimo di 102 toccato nel 2007. Si e’ invece stabilizzato il quadro occupazionale, che, pur restando critico, mostra segnali di miglioramento : nell’industria il saldo entrati-usciti e’ nulla e sono diminuite sia la quota di aziende che ha fatto ricorso alla cassa integrazione, sia il numero di ore; nell’artigianato il saldo e’ leggermente negativo (-0,1%).

Le aziende poi vedono fatturati in crescita (+8% su base annua) e un tasso di utilizzo degli impianti sempre maggiore, pari al 72,4% per l’industria e al 67,1% per l’artigianato. Un segnale importante, che fa pensare ad un recupero che proseguira’ anche nei trimestri successivi, arriva dagli ordini, che per le imprese industriali registrano un incremento, su base annua, del 7,9% nella componente estera e del 9,1% in quella interna. Il periodo di produzione assicurata dal portafoglio ordini arriva a 51,9 giornate. Meno bene l’artigianato, dove gli incrementi degli ordini si fermano al 3,9 e all’1,7%. Secondo l’indagine Unioncamere, tuttavia, “le aspettative degli imprenditori industriali per il terzo trimestre rimangono positive sul versante della domanda, ma su livelli inferiori al trimestre scorso”. L’83% degli imprenditori prevede una stabilita’ dei livelli occupazionali. Secondo le stime, “per il prossimo trimestre la variazione della produzione industriale lombarda potrebbe stare in un range compreso fra il -0,4 e il +3,6%”, che associa “alla possibilita’ di una prosecuzione lineare della crescita” quella di “un rallentamento temporaneo”. (AGI) cli/Gla