ARTICOLO 18: SACCONI, GOVERNO AUSPICA RAPIDO ESAME PARLAMENTO
(AGI) – Roma, 31 mar. – Nel merito Sacconi ha spiegato che “l’arbitrato di equita’ si realizza nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento che per il Governo gia’ includevano i principi regolatori della materia del lavoro come richiesto dal messaggio e come tali possono essere esplicitati”. Il Governo, ha proseguito il ministro “ribadisce la propria fiducia verso la contrattazione collettiva cui la legge assegna il compito di fare entrare in vigore l’arbitrato coniugando le ragioni dei lavoratori e delle imprese in modo che la scelta delle parti sia sempre libera e consapevole. In considerazione di cio’ il Parlamento potrebbe recepire in legge i contenuti della dichiarazione comune dello scorso 11 marzo con cui tutte le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori tranne la Cgil – e’ di questi giorni l’adesione della Lega delle cooperative – hanno gia’ chiaramente delimitato la clausola compromissoria all’atto della assunzione del lavoratore escludendola nel caso di licenziamento. Tanto il Governo esprime fiducia nei confronti di un sistema sussidiario, libero e pluralistico, di contrattazione collettiva che – ha spiegato Sacconi – esso potrebbe diventare anche formalmente la sede esclusiva di regolamentazione delle clausole compromissione lasciando al ministro del Lavoro il compito di convocare le parti”.
In questo, ha concluso, “vi e’ tutta la filosofia della regolazione del lavoro perseguita dal Governo e da quasi tutti gli attori sociali come si e’ evidenziato negli accordi sul nuovo modello contrattuale e sulla partecipazione. Come ha insegnato Marco Biagi, un moderno Statuto dei lavori si compone di essenziali diritti regolati dalla legge in termini generalizzati e da una piu’ ampia rete di tutele flessibilmente concordate tra le parti sociali nei diversi settori o territori tenendo conto delle effettive condizioni del lavoratore e della impresa”. (AGI) Red