CINA: IN 2010 PIL 8-10%; GALLI, OPPORTUNITA’ PER IMPRESE ITALIANE
(AGI) – Roma, 11 mar. – “Come Confindustria – ha detto il direttore generale Giampaolo Galli – c’e’ un interesse molto forte nei confronti della Cina che va delineandosi come potenza economica e politica di primo ordine. A fronte della crisi che ha colpito il mondo intero i paesi emergenti e in particolare la Cina sono quelli che stanno reggendo meglio. La Cina e’ un’opportunita’ e un fattore di stabilizzazione dell’economia mondiale”. La crisi, ha proseguito Galli, “non e’ solo congiunturale ma molto profonda, segna una discontinuita’ e le imprese si stanno chiedendo quali saranno i driver di crescita economica futuri. Lo spostamento delle nostre esportazioni e dei nostri investimenti verso i Paesi emergenti soprattutto la Cina e’ un fattore fondamentale”.
Il Centro studi di Confindustria, ha ricordato Galli, ha fatto uno studio su quanti sono i consumatori benestanti (persone con reddito superiore ai 30.000 dollari, prezzi del 2005) oggi nel mondo e su quanti e dove saranno nel 2030. “Oggi – ha proseguito Galli – si stima siano 958 milioni di cui 800 mln nei paesi avanzati e 158 in quelli emergenti. Nel 2030 nei paesi avanzati cresceranno di 80 milioni passando da 800 a 880 milioni, mentre in quelli emergenti di 413 milioni passando da 158 a 571 milioni. Dei 413 milioni oltre 200 milioni di consumatori benestanti sono attribuibili alla sola Cina. Questo paese dunque contribuirebbe alla crescita dei consumatori benestanti del 20%. L’interscambio Italia-Cina nel 2009 e’ sceso a 32 miliardi (dai 38 mld del 2008), ma per il 2010 e’ attesa una ripresa attoro ai 40 miliardi. C’e’ un grande interesse del business italiano, e’ l’anno della Cina”.
Anche Cesare Romiti ha affermato che “la Cina e’ una grande opportunita’ per le imprese italiane e non italiane. Oggi il mondo capisce che la Cina non e’ piu’ un pericolo ma un paese di grande interesse. La Cina ha evidenziato la sua capacita’ di rispondere alla crisi in maniera rapida, efficace e vigorosa, con un piano di stimolo senza precedenti (4 mila miliardi di yuan renminbi; 586 miliardi di dollari, circa il 14% del Pil), che ha consentito di far ripartire l’economia”. La Cina, ha concluso Romiti, “superera’ il Giappone nel corso del 2010 e diventera’ la seconda economia del mondo. Non c’e’ dubbio che dovra’ affrontare grandi sfide nei prossimi anni. Ma forse e’ per questo che i risultati sono ancora piu’ sorprendenti”. (AGI) Ila