PIL: ISTAT, NEL 2009 -5%; DATO PEGGIORE DAL 1971
(AGI) – Roma, 1 mar. – Un contributo negativo alla variazione del Pil, spiega l’Istat, e’ venuto dalla domanda nazionale al netto della variazione delle scorte (-3,5%) e dalla domanda estera netta (-1,2%). Dal lato degli impieghi si evidenzia una contrazione in termini reali dell’1,2% dei consumi finali nazionali (-1,8% per la spesa delle famiglie residenti, +0,6% per la spesa delle amministrazioni pubbliche, +1,1% per le istituzioni sociali private) la flessione dei consumi privati interni e’ stata pari all’1,9%.
Gli acquisti all’estero dei residenti sono diminuiti del 3,9% mentre le spese sul territorio italiano effettuate dai non residenti sono diminuite del 7,4%. Gli investimenti fissi lordi hanno evidenziato una contrazione del 12,1% la quale e’ il risultato di flessioni che hanno riguardato tutte le tipologie di beni capitali: i macchinari e attrezzature (-18,4%), le costruzioni (-7,9%), i mezzi di trasporto (-15,2%) e i beni immateriali (-5,4%).
Le esportazioni di beni e servizi, segnala ancora l’Istat, hanno registrato una diminuzione del 19,1%. La ragione di scambio con l’estero ha registrato un miglioramento rispetto all’anno precedente: alla diminuzione del 6,1% dei prezzi all’importazione di beni e servizi ha fatto riscontro una diminuzione molto contenuta (-0,4%) dei prezzi all’esportazione. Dal punto di vista della formazione del prodotto il valore aggiunto e’ diminuito, ancor che a tassi differenziati, in tutti i settori dell’economia: agricoltura, silvicoltura e pesca (-3,1%), industrie in senso stretto (-15,1%), costruzioni (-6,7%) e servizi (-2,6%). Il deflatore del Pil e aumentato nel 2009 del 2,1% mentre il deflatore della spesa delle famiglie residenti ha registrato una flessione dello 0,2%. Il deflatore dei consumi interni e’ diminuito dello 0,1%, quello dei consumi delle amministrazioni pubbliche e’ aumentato del 2,7%, quello dei consumi delle Isp dell’1,5% e quello degli investimenti fissi lordi dello 0,8%. Le unita’ di lavoro hanno registrato, spiega l’Istituto nazionale di statistica, un calo significativo pari al 2,6%, riconducibile, in primo luogo, alla riduzione del numero degli occupati (-1,7%), sia residenti sia lavoratori stranieri irregolari non residenti. Il volume di lavoro impiegato si e’ ridotto anche a causa del maggior ricorso da parte delle imprese alla Cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria, della riduzione delle seconde attivita’ lavorative e della contrazione del lavoro atipico. La diminuzione delle unita’ di lavoro ha investito tutti i settori di attivita’ economica, in particolare l’industria in senso stretto (-8,1%), e ha interessato sia l’occupazione dipendente (-2,7%) sia quella indipendente (-2,6%).
I redditi da lavoro dipendente e le retribuzioni lorde sono diminuiti nell’intera economia dello 0,6%: queste ultime hanno registrato un aumento dell’1,7% nel settore agricolo, dell’1,2% nelle costruzioni, dello 0,9% nei servizi, e una riduzione del 5,7% nell’industria in senso stretto. (AGI)
Red/Msc
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