CRISI: FEDERCOSTRUZIONI, RIPRESA LENTA SENZA INCENTIVI A EDILIZIA
(AGI) – Roma, 3 feb. – “E’ anche per contrastare questa deriva recessiva che ci siamo uniti e abbiamo creato Federcostruzioni che oggi riunisce 100 associazioni di settore, in rappresentanza di 30.000 imprese, per un valore di 370 miliardi di euro di fatturato e di 3 milioni di occupati. Nella convinzione che in questo modo avremmo potuto costituire un interlocutore autorevole e di peso nei confronti delle istituzioni e di chi guida le politiche industriali del nostro Paese. In questi mesi abbiamo avanzato proposte precise e del tutto compatibili con lo scenario economico e finanziario, invitando il Governo a puntare sulle costruzioni, in quanto settore strategico e fondamentale per ridare vigore all’economia e favorire un nuovo ciclo di sviluppo stabile e duraturo.”
“Abbiamo, insieme al MADE affidato al Cresme uno studio sul mercato mondiale da cui emerge come nel 2010 proprio i Paesi che hanno puntato su una consistente politica di incentivi alle costruzioni guideranno la ripresa, mentre chi ha esitato o ha scelto altre priorita’ e’ destinato a restare indietro e a prolungare l’agonia della crisi. Tra i secondi, quelli che rimanderanno i tempi della ripresa, purtroppo vi e’ anche l’Italia.”
Il Presidente di Federcostruzioni ha ribadito quanto aveva sottolineato gia’ a Maggio, in occasione degli Stati Generali delle Costruzioni, che il tessuto imprenditoriale che si riconosce nella filiera lunga delle costruzioni ha un potenziale straordinario che ha solo bisogno di essere orientato e sostenuto sia sul piano del mercato interno che per fronteggiare la competizione internazionale. “Avevamo auspicato interventi urgenti, di emergenza, privilegiando le piccole opere e si e’ scelto di concentrare la stragrande maggioranza delle risorse su opere i cui tempi di incidenza sull’economia saranno inevitabilmente lunghi. Credevamo e crediamo con sempre maggiore convinzione che si debba privilegiare l’obiettivo dell’efficienza energetica inserendoci con decisione nel consesso dei maggiori Paesi del Nord Europa, ma anche in linea con quanto stanno realizzando Paesi come Spagna e Portogallo. Per ora la scelta e’ stata opposta, decidendo di non rinnovare gli incentivi del 55%. E’ necessario che ci si renda conto che senza una politica economica che consideri le costruzioni una priorita’ la ripresa sara’ lenta e debole.”
Buzzetti ha evidenziato come sia essenziale per l’industria italiana delle costruzioni poter contare su una politica di incentivazione destinata a favorire un piu’ rapido e ampio processo di innovazione tecnologica e di qualificazione del sistema imprenditoriale. “Per questo siamo presenti anche al MADE, per ribadire la centralita’ delle costruzioni e per essere accanto alle tante imprese che costituiscono una parte consistente non soltanto della ricchezza di oggi del nostro paese ma soprattutto per esserlo ancora di piu’ nell’immediato futuro.” (AGI) Red