CRISI: UNIONCAMERE, DA PMI ASPETTATIVE POSITIVE PER IL 2010
(AGI) – Roma 1 gen. – Il 30% delle Pmi manifatturiere pensa che il 2010 portera’ di nuovo un aumento del fatturato aziendale; una quota analoga si attende un incremento delle esportazioni; il 24% una ripresa degli ordinativi interni; un quarto delle piccole e medie imprese prevede un incremento della produzione. Al nuovo anno, insomma, le Pmi del made in Italy, interpellate dal Centro studi di Unioncamere, guardano con una discreta dose di ottimismo, dimostrandosi anche pronte a serrare le fila, investendo in innovazione ed affrontando i mercati esteri, per mantenere o espandere le proprie quote di mercato.
“Le previsioni fornite dalle imprese manifatturiere forniscono un ottimo indicatore dello stato d’animo e delle prospettive della nostra economia per il prossimo anno”, ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Ci conforta soprattutto l’atteggiamento positivo e propositivo delle nostre Pmi, che in un momento cosi’ difficile per l’economia nazionale, quale quello vissuto nel 2009, hanno creduto nelle loro energie e potenzialita’, continuando a investire. E’ un’ottima premessa per il prossimo futuro”.
Nelle aspettative delle imprese manifatturiere il 2010 portera’ soprattutto in incremento del fatturato, piu’ che della produzione. Ammonta infatti a +13,5 il saldo tra attese di crescita e di diminuzione di questo indicatore, mentre l’analoga differenza riguardo alla produzione e’ pari a +9. A fare la differenza tra le due previsioni e’ la maggior quota di imprese che ritengono che nel 2010 la produzione sara’ stabile (58,6% per la produzione a fronte del 54,1% per il fatturato). La piu’ sostenuta dinamica delle vendite rispetto a quella della produzione puo’ essere ricondotta non solo alla possibile importazione di semilavorati da altre imprese all’estero – poi assemblati e commercializzati in Italia – ma soprattutto a un incremento dei valori medi unitari dei prodotti e, quindi, del loro livello qualitativo: una conferma della sempre piu’ spiccata capacita’ delle Pmi italiane di competere sulle fasce piu’ alte dei mercati internazionali.
Previsioni maggiormente positive accompagnano l’opinione delle medie imprese industriali rispetto alle piccole imprese con 20-49 dipendenti. La differenza tra crescita e diminuzione del fatturato ammonta infatti a +17,2 punti percentuali nel caso delle aziende con 50-499 dipendenti, a +6,8 punti percentuali per quelle di dimensione minore. Stesso discorso vale per l’andamento previsto della produzione, con un +11,8 punti percentuali per le medie imprese a fronte di un +4,0 punti percentuali per le piccole. Red/Ila (Segue)