PADRE LICENZIATO, 17ENNE LASCIA SCUOLA PER SOSTENERE LA FAMIGLIA

(AGI) – Trento, 25 nov. – Un ragazzo 17enne di Rovereto (Tn) ha comunicato alla scuola che frequentava (un istituto tecnico commerciale per Ragionieri e Geometri) di dovere abbandonare gli studi per “sostenere la famiglia”. Come riporta il quotidiano Trentino oggi, il giovane che frequenta l’Istituto Fontana di Rovereto ha motivato la dura scelta poiche’ “il padre ha perso il lavoro”. Ha detto di “avere riflettuto, ma di non avere alternative se non lasciare la scuola e fare qualcosa per sostenere la famiglia”. Del caso estremo si e’ occupata oggi anche l’assessore provinciale all’Istruzione, Marta Dalmaso esprimendo preoccupazione per un fatto che ha definito “inaccettabile”. Secondo la Dalmaso “l’abbandono del corso di studi per sostenere l’economia familiare e’ comunque grave, anche se fa onore al ragazzo la sensibilita’ verso i suoi genitori e il sacrificio personale”. L’assessore provinciale ha precisato che “come Provincia abbiamo interventi per i ragazzi meno avvantaggiati che intendono proseguire gli studi. In questo periodo di crisi inoltre l’amministrazione ha messo in campo un’ingente manovra a sostegno del reddito di cittadinanza e delle imprese. Qualche caso singolo puo’ sfuggire da queste maglie di protezione e cerchero’ di approfondirlo singolarmente”. Anche la preside della scuola frequentata fino a pochi giorni fa con convinzione dal ragazzo interviene per sottolineare amarezza: “”Sono rimasta impressionata dalla situazione che ho trovato al mio arrivo a Rovereto in coincidenza con i due anni piu’ pesanti della crisi -precisa Flavia Andreatta- sappiamo che e’ dura mantenere due o tre figli alle superiori. Ancora piu’ difficile, ovviamente, se i genitori sono in cassa integrazione o hanno perso il lavoro. Solo per partecipare ad un viaggio di istruzione ci vogliono magari tre-quattrocento euro: una mamma mi ha detto che lei deve fare un mutuo per non far pesare ai ragazzi l?esclusione dall?attivita’ didattica. Questa realta’ mi ha sconvolto, ma e’ vero. Ancora piu’ terribile il fatto che un ragazzo sia venuto da me per dirmi che era costretto ad abbandonare gli studi perché il padre era stato licenziato”. (AGI) Cli/Pgi