GIUGNI: ROSI MAURO, GRAZIE PER TUA LEZIONE DI UMANITA’
(AGI) – Roma, 6 ott. – “Nell’esprimere ai familiari e agli amici che piangono la scomparsa di Gino Giugni i sentimenti di profondo e sincero cordoglio a nome mio e del gruppo della Lega Nord, ricordiamo oggi un uomo che e’ stato per tutti noi un ‘modello’ di vita”. Cosi’ Rosi Mauro, vicepresidente del Senato e segretario generale del Sindacato Padano ha ricordato nell’Aula di Palazzo Madama la figura di Gino Giugni. “Da Senatore, Presidente della Commissione Lavoro, Professore e Uomo delle Istituzioni – ha detto -, Gino Giugni non ha mai smesso di essere fino in fondo una persona vera, onesta, vorrei dire ‘pura’. Non ha mai ceduto alla tentazione della retorica, della strumentalizzazione, della furbizia. Gli interessi dei lavoratori erano per lui il faro e il limite invalicabile per ogni proposta e politica del lavoro. In questa prospettiva, non ha mai avuto paura, anzi e’ stato un coraggioso promotore delle riforme del lavoro. Gli interessi dei lavoratori non gli sono mai parsi in conflitto con l’interesse della crescita e dello sviluppo nell’intero Paese”. “La sua umanita’ – ha aggiunto Rosi Mauro – era proprio la forza di saper ascoltare, comprendere, analizzare i fenomeni al di la’ delle apparenze, senza finzioni. La sua testimonianza e’ stato il suo vero insegnamento a non seguire i falsi miti di un’ideologia distante dalla vita vera delle persone. Proprio la sua mitezza, il suo ragionare concreto e mai astratto, la sua tenacia nel dire sempre con rispetto quello che pensava, rappresentavano per chi avversava ogni progetto di riforma una sorta di ‘provocazione’. E anche per questo subi’ l’aggressione vile, che molti anni dopo colpi’ fatalmente e tragicamente altri uomini impegnati nella comune missione modernizzatrice del Paese: penso innanzitutto a Marco Biagi e Massimo D’Antona”. “Egli – ha detto ancora Rosi Mauro – non fu maestro perche’ insegnava diritto del lavoro, ma fu maestro perche’ essenzialmente testimone di quella cultura giuridica che riconosce al lavoro la dignita’ che permette al lavoratore di essere libero e di garantire pari liberta’ e dignita’ alla propria famiglia. I suoi percorsi sono le tracce che ancora oggi una sana politica del rispetto deve seguire per comporre i conflitti non contro qualcuno, ma a favore dell’intera collettivita’”. “Rendiamo omaggio a questa figura importantissima che – ha concluso -, oltre ad aver ideato un nuovo rapporto tra imprese e sindacati, ha anche aperto la strada ad altre forze sindacali fino ad allora emarginate e relegate nel ruolo di uditori dei sindacati storici tradizionali. Questo significava non emarginare le forze nuove ed emergenti, non rifiutare il contributo di tutti per il bene di tutti. Oggi noi tutti gli diciamo grazie. Grazie per la generosita’ di un impegno sottratto alle logiche delle convenienze. Grazie per la cultura dell’inclusione di cui si e’ fatto interprete e garante. Grazie per quel tratto umano che e’ per noi tutti pedagogia del dialogo e lezione di moralita’ vera. Grazie Gino Giugni per averci saputo insegnare a raccogliere la tua lezione di umanita’”. (AGI)
Com/Els