CREDITO: UNIONCAMERE, ACCESSO DIFFICILE PER 1 IMPRESA SU 5

(AGI) – Rimini, 28 ago. – “Le banche piu’ piccole, quelle piu’ vicine al territorio in cui operano, sono anche quelle che meglio delle altre sanno rispondere alle esigenze del sistema produttivo”. Lo ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, nel suo intervento all’incontro su “Banche e imprese, un rapporto da ricostruire” che si e’ tenuto nell’ambito del Meeting di Rimini. E, nella stessa occasione e’ stata diffusa un’indagine del Centro studi di Unioncamere secondo la quale il 20,7% delle aziende dichiara di aver avuto difficolta’ nell’accesso al credito bancario negli ultimi sei mesi, a fronte di un 43,3% che non segnala alcun aggravio e un restante 35,9% che non ha invece richiesto prestiti e finanziamenti alle banche nel corso dello stesso periodo.

“Secondo le imprese – rende noto Dardanello citando un’indagine condotta a giugno dal Centro Studi di Unioncamere – i grandi gruppi bancari si sono dimostrati meno disponibili a concedere credito a nuovi clienti (il saldo tra aziende le cui richieste hanno avuto esito positivo e quelle che hanno avuto esito negativo e’ stato pari a -1,8 punti percentuali) rispetto alle piccole banche locali e a quelle di credito cooperativo (l’analogo saldo si attesta al +3,9 punti percentuali). Questo – aggiunge il presidente di Unioncamere – conferma la mia convinzione che, accanto a dati di bilancio e ratios aziendali, occorre valorizzare nella concessione del credito il fattore della conoscenza dei territori e delle persone che operano nelle aziende di quei territori. Spesso la storia di una azienda, di una persona e di una famiglia dicono molto piu’ di un bilancio. La ’spersonalizzazione’ del rapporto con la clientela – conclude Dardanello – porta, in momenti di crisi come l’attuale, a quel fenomeno di razionamento del credito che rappresenta un vero handicap soprattutto per le piccole imprese del nostro Paese e fa aumentare esponenzialmente il rischio usura, una piaga legata a patologie croniche e consuete che spesso sfuggono agli osservatori ufficiali”.

In sostanza: il 32,4% delle aziende che si sono rivolte alle banche negli ultimi sei mesi – per sostenere gli investimenti o per tener testa a necessita’ gestionali – ha dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nell’ammontare del credito erogabile, all’incremento degli spread, alla richiesta di maggiori garanzie reali o, addirittura, si sono viste respingere la richiesta di finanziamento. Particolare poi la situazione vissuta dalle imprese del Mezzogiorno, che mostrano di ricorrere meno di quelle del Centro-Nord al credito bancario (61,8% contro 65,0%), anche a causa di condizioni creditizie meno vantaggiose rispetto alle altre aree del Paese (il 36,3% delle imprese meridionali che si rivolgono alle banche segnala difficolta’, contro il 30,9% di quelle centro-settentrionali). (AGI)

Lda