CYBER CRIME: POLIZIA E POSTE ALLEATE IN TASK FORCE EUROPEA

(AGI) – Roma, 30 giu. – “Abbiamo creato un centro”, ha spiegato ai cronisti il prefetto Manganelli, “che vuole fare attivita’ di analisi e di ricerca sui fenomeni di criminalita’ informatica e sui rischi di attacchi informatici alle nostre strutture e alle aree sensibili. E la consapevolezza della vastita’ e della dimensione internazionale della minaccia non poteva prescindere dalla partnership con un’azienda come Poste italiane, impegnata a garantire quotidianamente servizi di straordinaria portata a milioni di cittadini, e dalla sinergia con organismi internazionali come il Secret service che puo’ vantare una lunghissima esperienza e l’innata vocazione a occuparsi di certi temi”. Quella appena creata, ha continuato, e’ una struttura “nuova che si avvarra’ di strumentazioni, personale, intelligenze dedicate esclusivamente a questi argomenti: il punto di arrivo di un certo percorso e al tempo stesso il punto di partenza per nuove intese dello stesso tipo”.

“Noi ’soci’ fondatori dell’Ecft”, ha ricordato Massimo Sarmi, “siamo aperti a tutti i paesi del mondo, siamo gia’ in contatto con diversi di essi e con l’universo dell’universita’ e delle aziende. L’obiettivo e’ quello di garantire la regolarita’ dei servizi offerti a oltre 20 milioni di clienti preoccupandoci anche che quelle che sono operazioni normali non diventino occasione di reati. Tutte le persone che usano internet devono farlo in assoluta sicurezza: solo stamattina abbiamo subito sette attacchi di ‘phishing’ da vari angoli del pianeta per cercare di rubare l’identita’ di nostri clienti. Se questi attacchi fossero durati un certo tempo, ci saremmo trovati a dover fare i conti con frodi a danno dei nostri correntisti, ovvero con la possibilita’ che qualcuno sottraesse fondi dai loro conti e dalle carte prepagate”. L’ad di Poste Italiane ha citato “un record che speriamo resti a lungo imbattuto: i 39 secondi che sono passati in un caso dal furto di identita’ al prelievo vero e proprio di denaro. Dall’alleanza con polizia italiana e Secret Service contiamo di avere nuovi, ulteriori strumenti di contrasto e di accorciare sempre di piu’ i nostri tempi di reazione”. Quanto alla privacy dei clienti, “nessun pericolo: la partnership con due istituzioni di questo tipo e’ anzi un’ulteriore garanzia per tutti”.

Il Secret service gia’ guida una rete di 59 task-force sul crimine elettronico e finanziario: “tenendo in considerazione la positiva esperienza del modello statunitense”, ha sottolineato Mark Sullivan, “siamo orgogliosi di sostenere e collaborare alla attivita’ del nuovo organismo al fianco di due partner tanto prestigiosi”. Il centro avra’ sede nella capitale, si avvarra’ della collaborazione dei migliori esperti a livello mondiale e favorira’ l’interscambio di informazioni, promuovendo anche la formazione di personale specializzato. (AGI)

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