TOSCANA: OLTRE QUARANTAMILA IMPRENDITORI STRANIERI
(AGI) – Firenze, 24 nov. – “Questa situazione demografica – continua Scortecci – ci impone di mettere in atto azioni positive per favorire l’integrazione ed evitare l’esclusivo ricorso a blocchi e chiusure, che seppure possono rendersi utili per tamponare situazioni di emergenza, certamente non rappresentano soluzioni del fenomeno nel lungo periodo. Come Confcommercio, e quindi come associazione di imprese, ci occupiamo di questo tema sia sul fronte dell’occupazione degli stranieri nei settori del commercio, turismo e servizi, sia per quanto riguarda lo sviluppo di una imprenditoria che veda protagonisti gli imprenditori stranieri”. Scortecci si riferisce alla situazione toscana: nel 2000 gli imprenditori stranieri in Toscana erano 22.758, nel 2006 erano diventati 40.083, quindi, quasi raddoppiati con un incremento del 76%. La percentuale degli imprenditori stranieri sul totale delle imprese e’ del 6,9 rispetto ad una media nazionale del 6,2, ed e’ fra le percentuali piu’ alte fra le regioni del centro-nord. Se prendiamo i valori assoluti, la Toscana e’ seconda solo alla Lombardia come numero di imprese condotte da stranieri. “Occorre – conclude Scortecci – sfatare il pregiudizio che si tratti solo di commercio ambulante, piu’ o meno abusivo, in quanto l’imprenditoria straniera vanta anche punte di eccellenza e di innovazione come nel campo dell’informatica, dei ristoranti etnici e del commercio dei prodotti tipici, in quello della somministrazione, dei servizi alle imprese e molto altro ancora. L’integrazione degli operatori stranieri puo’ essere affrontata in maniera organizzata e questa integrazione deve poggiare necessariamente su due presupposti: il rispetto delle regole e la tutela dei diritti. La nostra Organizzazione lavora con gli imprenditori stranieri per diffondere la cultura del rispetto delle regole e per provvedere alla tutela sindacale. Non dimentichiamo che l’imprenditoria straniera e’ una conquista per il lavoratore immigrato, perche’ l’inserimento da protagonista nel tessuto economico, seppur con piccole attivita’, facilita i processi di “cittadinanza”. “Alla Regione diamo atto dello sforzo intrapreso con la proposta di legge “Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri in Toscana”, attualmente in iter di approvazione. Rileviamo, con soddisfazione, che la Regione ha accolto le osservazioni da noi proposte in merito al tema dell’imprenditoria straniera e al riconoscimento dell’auto impiego dello straniero, non solo come forma di integrazione economica, ma anche come concreta possibilita’ per le comunita’ straniere di contribuire allo sviluppo e al benessere della nostra regione”. “Dal punto di vista dello sviluppo e dell’ internazionalizzare dell’economia – conclude Scortecci – lavoratori e imprenditori di origine straniera oltre a creare ricchezza a livello locale rappresentano un ponte straordinario fra l’Italia e il suo Paese d’origine. Dovremmo iniziare a considerare questo ponte come collegamento strategico”. (AGI)
Sep