CRISI: ESPERTO, IL RIMEDIO NEL LOW COST, MA ITALIA NON PRODUCE

(AGI) – Roma, 22 nov. – Il ‘low cost’ come ancora di salvezza in un momento di crisi che, dice l’esperto, “sta solo covando la sua vera esplosione”. Eppure, tra i primi 10 leader del low cost, mancano aziende italiane: “E ci lamentiamo della perdita di competitivita’”, dice Andrea Cinosi, presidente della neonata Assolowcost, l’Associazione europea (e la prima al mondo) che riunisce le aziende accomunate da un processo nuovo di organizzazione di impresa. Perche’ “il low cost non e’ il prodotto offerto a un prezzo basso”, spiega Cinosi, “ma la filosofia di produzione che vi sta dietro, l’ottimizzazione della catena del valore”. Il low cost come nuova filosofia produttiva quindi, che prevede snellimento dei processi produttivi, ottimizzazione del marketing e dei canali di distribuzione. “E’ un nuovo, sofisticato business model che vede come finalita’ la riduzione dei costi”, continua il presidente Assolowcost, spiegando i cardini di una filosofia che funziona: “Nel 1997 viaggiavano in aereo 18 milioni di persone; oggi, 10 anni dopo, abbiamo superato i 130 milioni di passeggeri. E’ evidente – continua Cinosi – l’impatto che le compagnie aeree a basso costo hanno avuto nel settore”. Ma cosa si rischia a viaggiare con 20, 30 euro a persona? “Nulla, forse si rischia meno che con le grandi compagnie di linea: gli aerei sono recenti, soggetti a controlli frequentissimi perche’ la compagnia low non puo’ permettersi di lasciare un aereo a terra per una manutenzione d’emergenza, sarebbe un costo troppo ingente. I livelli di smarrimento bagagli sono assai inferiori a quelli delle grandi compagnie e non ricordo dati su aerei caduti”, prosegue Andrea Cinosi. Ma a cosa rinuncia, davvero, il passeggero low cost? “Al pranzo durante il volo, al bagaglio illimitato e si accontenta di atterrare in aeroporti minori. Il tutto vale un risparmio ingente”. Tutto qui, e per offrire un prodotto di qualita’ al minor prezzo possibile le aziende adottano stratagemmi: “pensate a Zara, il colosso dell’abbigliamento low cost: le sarte rifinivano le cuciture degli abiti in nave, nel viaggio tra Spagna e Italia”, racconta Cinosi. Espedienti che costituiscono “un valore per la societa’”, perche’ il low cost “offre maggiori opportunita’ per chi consuma e migliori processi di sviluppo aziendale, attraverso un processo intelligente sempre piu’ indispensabile per la famiglie italiane”, conclude Cinosi. (AGI)

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