IMPRESE:CGIA, NONOSTANTE CRISI CALA RISCHIO FALLIMENTI (-1,8%)
(AGI) – Roma, 25 ott. – Secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, gli “effetti della crisi finanziaria in atto negli Stati Uniti non si sono ancora fatti sentire. E’ probabile che con le statistiche aggiornate a fine anno le piccole imprese risulteranno essere le piu’ colpite dalla recessione. Qualche segnale molto preoccupante lo si e’ registrato gia’ in questo primo semestre”.
Se si analizza la situazione dei primi 6 mesi del 2008 per classi di addetti, spiega la Cgia, sono le aziende dai 20 ai 99 quelle che presentano l’incidenza percentuale di rischio di fallimento piu’ elevata pari al 16,3%. Seguono le medio grandi imprese con oltre 100 addetti (7,7%) e chiudono la classifica con un rischio di fallimento piu’ contenuto le micro imprese con meno di 20 addetti (4,6%).
A livello regionale, invece, l’incidenza piu’ elevata del rischio fallimento si registra nel Lazio con una percentuale del 10,1% sul totale delle aziende regionali. Segue la Campania (6,8%), la Lombardia (5,3%) e il Friuli Venezia Giulia (5,1%). Chiude la classifica il Molise e l’Emilia Romagna (2,9%), le Marche (2,8%) e il Trentino con l’1,6%. Sulle 246.100 aziende in difficolta’ il 28,6% e’ costituito da aziende artigiane. La piu’ esposte sono quelle ubicate in Emilia Romagna (34,4%). Seguono la Lombardia e la Valle d’Aosta entrambe con un dato pari al 33,3%. Chiudono la graduatoria tre regioni del Sud. Sicilia e Basilicata (entrambe con il 21,9%) e la Campania con il 16,4%. (AGI)
Ila