DRAGHI:NO A INTERESSI COSTITUITI,SPAZIO A GIOVANI E MENO TASSE
(AGI) – Roma, 31 mag. – Il governatore invita a definire “un percorso pluriennale di riduzione di alcune importanti aliquote di imposta” che, afferma, “migliorerebbe le aspettative di imprese e famiglie. E “gli sgravi fiscali”, aggiunge, “vanno concentrati laddove possono dare maggiore sostegno alla crescita, riducendo l distorsioni dell’attivita’ economica”. Di qui la promozione della misura che detassa gli straordinari e, in generale, di tutto cio’ che puo’ portare a un “alleggerimento del prelievo sulle parti della retribuzione piu’ connesse con la produttivita’”.
E un “fondamentale contributo alla riduzione della spesa pubblica” nel medio-lungo termine potra’ arrivare da “un incremento dell’eta’ media di pensionamento, accompagnata da un convinto sviluppo della previdenza complementare”. Per Draghi, “e’ ora di rimuovere i vincoli e i disincentivi al proseguimento dell’attivita’ lavorativa per coloro che sono nel regime retributivo; ampliare i margini di scelta nell’eta’ di pensionamento per coloro che sono nel regime contributivo; cancellare gli ultimi impedimenti al cumulo tra lavoro e pensione; incoraggiare forme flessibili di impiego, con orari adattabili alle esigenze individuali; permettere cosi’ a chi ha accumulato esperienza e conoscenze di continuare, se vuole, a metterle a frutto per se stesso, la propria famiglia, la societa’”.
Alle imprese il governatore chiede uno sforzo per accrescere la competitivita’. “Il nodo della produttivita’”, sottolinea, “non si scioglie da dieci anni”. Draghi riconosce che “le imprese esposte alla concorrenza internazionale non sono rimaste inerti”. Ma rimangono ancora vaste aree di inefficienza nei settori protetti, quelli “al riparo della concorrenza internazionale”. Li’ “la produttivita’ media ancora non progredisce”. E’ dunque “essenziale che le imprese proseguano nel rinnovamento strumentale. Non e’ difendendo monopoli o protezioni”, avverte il numero uno di via Nazionale, “che, alla lunga, si genera ricchezza: ma investendo, innovando, rischiando”.
Draghi non fa sconti nemmeno alle banche. “La correttezza nei confronti dei clienti”, ammonisce, “non e’ solo un obbligo giuridico, e’ anche presidio di stabilita’”. Sugli istituti di credito ricade “una particolare responsabilita’”: con una politica monetaria unica sono loro a decidere le condizioni finanziarie per gran parte del tessuto produttivo nei singoli Paesi. Per questo “attento giudizio del merito di credito, trasparenza nei rapporti con i clienti, dinamismo nell’assisterli devono essere i punti fermi della loro strategia”. (AGI)
Mau