FEDERMANAGER: MERITOCRAZIA? SERVE POCO, INUTILE IN POLITICA

(AGI) – Roma, 29 feb. – La ricerca ha anche voluto misurare il ‘gradimento’ degli intervistati ad alcune proposte concrete. Cosi’ e’ positiva l’accoglienza mostrata all’estensione delle liberalizzazioni (i consulenti sono i piu’ favorevoli), al sostegno fiscale alle imprese che fanno innovazione e formano i manager (piu’ favorevoli gli imprenditori ed i consulenti), all’introduzione della licenziabilita’ delle persone (molto piu’ favorevoli gli imprenditori), al puntare sui talenti (i consulenti sono i piu’ favorevoli), all’abolizione degli ordini professionali (meno d’accordo i giornalisti).

Da sottolineare che laproposta di introdurre la competizione tra istituti universitari viene bocciata dal mondo accademico e trova tiepidi consensi nel giornalismo.

La proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio viene rigettata da piu’ della meta’ degli intervistati. Gli unici ad esprimere un maggioritario consenso in proposito sono gli imprenditori. La maggiore ostilita’, invece, riguarda i consulenti aziendali ed i dirigenti pubblici, il cui percorso di carriera (concorsi) e’ strettamente legato al possesso del titolo di studio.

Lievemente piu’ incoraggiante lo scenario emerso dall’indagine Federmanager su un ulteriore campione di 216 giovani dirigenti: il 60% dice di aver fatto decisamente ricorso piu’ al merito che alle conoscenze per raggiungere la propria posizione e ben l’85% si dichiara favorevole all’introduzione della licenziabilita’, accettando quindi l’ipotesi di una valutazione costante del proprio lavoro. Alquanto pessimista, invece, anche il giudizio dei giovani relativamente alla diffusione della meritocrazia ai livelli medio-alti dell’attuale classe dirigente italiana, soprattutto per quanto riguarda il settore pubblico (97%), il Parlamento (97%), le associazioni di categoria (90%) e le universita’ (89%). (AGI) der sindacali. (AGI)

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